Angelo Crespi
Il lusso della pittura - 4 Way Street
Massimiliano Alioto, Agostino Arrivabene, Giorgio Ortona, Bernardo Siciliano
Palazzo Te, Mantova, giugno 2012
Immersi nel concettuale per forzatura ideologica, stentiamo a credere la pittura ancora viva. Ci doliamo con fare reazionario di questa perdita, spesso di nascosto per non incorrere nell’insulto di “passatista”, ma giusto con vergogna prendiamo le difese di chi ancora per vezzo o necessità esistenziale la frequenta. Quasi non credessimo più nella forza dell’arte della tradizione, ci compiaciamo delle istallazioni senza senso, della body art più insulsa, cinguettiamo felici alle performance modaiole. Poi nell’intimo delle nostre case, della nostra anima, collezioniamo quadri che ci forniscano l’ultimo sussulto consolatorio di una perduta bellezza, visto che già la vita fa schifo e dunque perché abbandonarsi ad un arte che esasperi questa prospettiva. Data la premessa, riteniamo sufficiente a giustificare una mostra di arte contemporanea la qualità delle opere esposte, il piacere che esse ci regalano al puro sguardo. Non sono necessarie verbose sovrastrutture, per concederci il lusso di ammirare bei dipinti. D’altronde questi artisti sono contemporanei in quanto vivi, e solo una snobistica avanguardia di regime relega la figurazione ai margini, indicandola come sorpassata. Per cui non ci scandalizza neppure la franchezza del curatore, lungi dall’imbonirci inutili liasion, quando ci spiega che i quattro sono solisti che non hanno alcuna vicinanza se non l’essersi trovati insieme per piacere del critico, il vero dominus dell’artsystem, il quale decide per enumerazione o sottrazione le sorti delle correnti e dei cenacoli. Certo, i quattro sono uniti dalla bravura tecnica, il che nel contemporaneo non è sempre una virtù, spesso preferendo il fatto male e l’insensato al ragionato e ben fatto. In ogni caso, loro sono campioni degli “a solo”, non cercano improbabili comunanze o conventicole, e la pur succinta antologia evidenzia quanto ancora può darci la pittura e la figurazione quando l’artista si misura innanzitutto col senso delle cose usando gli strumenti estetici che gli sono propri: l’algida rappresentazione del paesaggio di Siciliano confrontata al lirismo del non finito di Ortona, il grottesco di Alioto paragonato al citazionismo mitologico di Arrivabene. Quattro modi diversi di rispondere all’eterna domanda “perché non la tela bianca?”, quattro modi di contrapporre la forma al kaos, di resistere all’entropia cui siamo destinati.